Documento di pensiero e di azione per una mobilitazione civica verso gli Stati Uniti d'Europa
Qui si fa l'Europa o si muore
1. Perché siamo qui
Siamo cittadini e cittadine di Massa e Carrara: di varia estrazione politica e culturale, iscritti/e a partiti diversi, e non iscritti/e ad alcun partito, membri di associazioni, professionisti/e, imprenditori e imprenditrici, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, semplici elettori ed elettrici.
Ci unisce una convinzione che supera ogni appartenenza: l'Europa federale è la priorità politica assoluta del nostro tempo.
Non è un'idea astratta, non è un sogno per idealisti. È la risposta concreta alle crisi che stanno mettendo in discussione la sicurezza, la prosperità, il diritto internazionale, la democrazia e la libertà del nostro continente.
Una scelta che affonda le radici nella nostra identità millenaria. Dalla ragione e democrazia greca alla centralità della persona della tradizione cristiana, fino ai valori di libertà, uguaglianza e stato di diritto giunti con la modernità.
L'Europa possiede una caratteristica unica: la democrazia non è un episodio, ma un ecosistema storico costruito in secoli di filosofia, religione, conflitti, rivoluzioni e ricostruzioni. È una democrazia stratificata, con istituzioni solide e una società civile forte. Nessun potere, in Europa, è mai totale: ogni potere è limitato da altri poteri, da altre istituzioni, da altre culture politiche. Questa architettura rende il continente più resistente alle derive autoritarie rispetto ad altre aree del mondo.
L'Unione Europea stessa, nella sua fase iniziale, è nata per impedire il ritorno dei totalitarismi del Novecento. È un progetto politico che vincola gli Stati a standard democratici, tutela i diritti fondamentali e costruisce cooperazione invece di conflitto.
In un mondo che tende alla polarizzazione, l'Europa è l'unico spazio politico che difende la democrazia attraverso pluralismo, negoziazione, diritti e istituzioni condivise.
2. La diagnosi: un'Europa troppo piccola per un mondo troppo grande
Viviamo in un mondo dove:
- la sicurezza non può essere garantita da eserciti nazionali isolati; un nuovo soggetto geopolitico europeo, dotato di autonoma deterrenza, è l'unico possibile fattore di equilibrio nella competizione per il predominio globale
- l'energia è, ogni giorno di più, una questione geopolitica, non amministrativa
- le migrazioni richiedono politiche comuni, non muri improvvisati e spesso disumani; gestione comune e controllata dei flussi di immigrazione e cooperazione non predatoria con il Sud del mondo
- la tecnologia è la nuova sovranità, e nessuno Stato europeo può competere da solo
- l'Europa ha enormi masse di risparmio privato che vengono investite fuori di essa per la mancanza di un mercato unico dei capitali
- non esistono regole fiscali comuni
L'Europa attuale è troppo lenta, troppo divisa, troppo vulnerabile. Le istituzioni comunitarie sono importanti, ma non bastano: servono poteri federali reali.
3. La visione: un primo nucleo federale
Crediamo che sia possibile e realistico iniziare da un gruppo di Stati che decidono di cedere sovranità a un'autorità federale europea su sei materie decisive:
- Energia e sviluppo sostenibile
- Politiche migratorie
- Tecnologia e innovazione
- Politica fiscale
- Mercato unico dei capitali
- Difesa comune
Non si tratta di coordinamento: si tratta di Unione politica. Come accadde nei processi di unificazione nazionale: prima si costruisce la volontà, poi si costruiscono le istituzioni.
4. Il blocco politico: una contraddizione che va sciolta
In Italia, come in molti Paesi europei, le coalizioni politiche sono internamente incoerenti. Il risultato è una paralisi: l'Europa federale non è mai la condizione per costruire alleanze, ma solo un tema tra gli altri.
Noi rifiutiamo questa logica.
5. La finestra storica: élite e popolo insieme
Negli ultimi anni:
- una parte crescente delle élites economiche, culturali e istituzionali europee guarda con favore all'Unione politica
- i sondaggi mostrano un aumento del consenso verso una maggiore integrazione
- la nascita del think tank guidato da Mario Draghi e altri rappresenta un possibile punto di svolta nel dibattito pubblico
Ma le élites da sole non bastano. Le istituzioni da sole non bastano. Serve un Movimento civico europeo, diffuso, radicato, determinato.
6. La nostra missione: portare l'Europa dal cuore delle persone alle Istituzioni
L'Europa unita esiste già nel cuore di milioni di cittadini. Esiste nelle scuole, nelle università, nelle imprese, nelle famiglie miste, nei giovani che si muovono liberamente, nei lavoratori che vivono la mobilità come una ricchezza.
La nostra missione è trasformare questa identità diffusa in volontà politica organizzata.
7. Il Comitato di Massa e Carrara: un laboratorio civico
Il nostro Comitato nasce con tre obiettivi:
1. Mobilitare la cittadinanza
Creare gruppi di discussione, assemblee pubbliche, incontri con esperti, percorsi formativi, reti tra associazioni e scuole.
2. Costruire una piattaforma politica civica
Non un partito, non una corrente ma un movimento trasversale che chiede ai partiti di assumere la prospettiva federale come condizione non negoziabile.
3. Entrare in rete con le altre forze europeiste
Collegarci con i movimenti europeisti nazionali ed internazionali. Diffondere una cultura europeista anche alla luce dei Rapporti "Letta" e "Draghi", pilastri strategici per il rilancio dell'economia e del mercato unico dell'Unione Europea.
8. La nostra parola d'ordine
Qui si fa l'Europa o si muore.
Non è una minaccia, non è una provocazione estremista. È la consapevolezza che senza un'Europa politica forte, il nostro continente rischia di essere irrilevante, vulnerabile, diviso e più povero.
9. La promessa che ci facciamo
Non sappiamo quanto tempo servirà. Non sappiamo quali Stati saranno pronti per primi. Non sappiamo quali leadership guideranno il processo.
Ma sappiamo questo: se i cittadini non si muovono, l'Europa non si farà. Se i cittadini si muovono, l'Europa è inevitabile.
10. Conclusione: il nostro impegno
Siamo cittadini, non spettatori. Siamo europei, non provinciali. Siamo parte di una storia che non è ancora stata scritta. E la scriveremo insieme.
Comitato per l'Europa Unita della provincia di Massa e Carrara