Circolari ministeriali, morti nel Mediterraneo e Geografia

Apprendiamo con piacere di una circolare ministeriale  http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs210415

che , alla luce dell’ennesima tragedia in Mediterraneo , invita tutte le scuole italiane , dal 27 al 30 aprile , “a sensibilizzare gli studenti sui temi  dell’immigrazione e dell’integrazione” .

Vorremmo far notare molto sommessamente al Sottosegretario Faraone che  ci sono tanti docenti che da anni (!?!) fanno lezione sul "cimitero Mediterraneo" , sull’integrazione, la società multietnica , sulle migrazioni forzate o meno , senza aspettare le circolari ministeriali , peraltro benvenute.

Sono soprattutto i docenti di Geografia , materia che la "Buona Scuola" e il suo  Governo  ignorano completamente .

Disciplina negletta e ormai esclusa da buona parte dell'Istruzione superiore (alla faccia della globalizzazione) per non parlare dei suoi docenti specialisti , mortificati dalla vergogna delle classi di concorso atipiche che consentono di insegnarla anche a chi non la conosce (non avendola mai studiata ) privo di abilitazione .

Ci vogliono le povere vittime del Mediterraneo a far comprendere al Ministero l'importanza strategica di un sapere di base per i giovani italiani  quale quello geografico economico-politico?

 

SOS Geografia 

“Ecco perché la “Buona Scuola” di Renzi non vuole la Geografia “ di Davide Allegri

Ci sono vari motivi per cui la Buona Scuola di Renzi non vuole un insegnamento generalizzato della Geografia esteso agli istituti di ogni ordine e grado.Non la vuole poiché la Geografia insegna agli studenti a collocarsi nello spazio e quindi a conoscere il proprio territorio e le proprie peculiarità ed a confrontarle con gli altri. Perché la Geografia insegna a capire i processi, le motivazioni e le cause profonde della globalizzazione e quali ne sono le conseguenze. La Geografia insegna anche a comprendere le dinamiche di potere mondiali, chi sono i BRICS, perché esistono paesi che conoscono un impetuoso sviluppo e paesi che invece arrancano nella stagnazione economica. La Geografia consente anche di capire perché è necessario elaborare delle politiche di sviluppo che tengano in considerazione il paradigma della sostenibilità affinché le risorse generate dal nostro Pianeta siano sufficienti per le esigenze umane e sia possibile mantenere un equilibrio tra la pressione demografica e la disponibilità di cibo e materie prime. La Geografia permette anche di conoscere culture, società, “mondi” completamente diversi dal nostro, consente di stabilire dei raffronti e proporre soluzioni inedite ed innovative per affrontare i problemi delle società moderne. La Geografia consente anche di comprendere i flussi turistici, di analizzarne domanda, dinamiche e tendenze. La Geografia permette di spiegare le dinamiche geopolitiche e le attuali crisi diplomatico-militari e di prevederne conseguenze e scenari. Le attuali guerre in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Mali, Yemen, Ucraina si possono capire grazie alla Geografia. Ah, e la Geografia ovviamente consente anche di localizzare sulle carte, analogiche o digitali, questi fenomeni oltre a luoghi, città, fiumi, continenti, montagne. La Geografia, essendo una disciplina trasversale, studia l’interazione tra l’uomo e il suo ambiente, all’interno di un determinato contesto territoriale. Quindi il sapere geografico è utilissimo per creare quelle interazioni e quelle interconnessioni fondamentali per garantire un approccio sistemico, complessivo alle esigenze umane contemporanee. È dunque fondamentale anche per formare delle menti sufficientemente aperte e cosmopolite, che rifuggano dal provincialismo e dall’autoreferenzialità.

Questi sono i motivi per cui la Buona Scuola non prevede di dare ampio spazio all’insegnamento della Geografia. La Geografia, ed è questo probabilmente il motivo per cui la scuola di Renzi darà il colpo di grazia a questa materia, mette in luce tutte le manchevolezze della classe dirigente italiana: il suo disinteresse verso temi fondamentali, e “politici” nel vero senso della parola, come la miopia nell’infrastrutturazione del territorio (stradale, ferroviaria, fluviale, marittima, aerea), l’inesistenza di politiche energetiche di lungo periodo e rivolte alla sostenibilità, l’incapacità di relazionarsi con i partner internazionali da una posizione di forza intervenendo nel contesto diplomatico mondiale con posizioni e soluzioni autorevoli. Aggiungiamo poi l’inettitudine e il pressappochismo nel comprendere e gestire i fenomeni migratori, l’incapacità nel valorizzare le numerose eccellenze territoriali, la mancanza di interesse nel creare un “Sistema Italia” funzionante, un Paese cioè dove cittadini e amministratori facciano squadra per tutelare il bene comune e gli ambiti di eccellenza non siano frutto del caso ma di una attenta pianificazione.

Un insegnamento generalizzato della Geografia genererebbe una generazione consapevole e critica nei confronti del potere, e questo la Buona Scuola non lo deve fare.

Un Tom Tom non fa la Geografia

Renzi  ha deciso . La conoscenza della Geografia, in particolare quella economica e politica, deve essere solo appannaggio in Italia dei pochi strateghi  militari e dei capitani d’azienda , che la studiano in maniera interessata  a spese  dello Stato o delle loro imprese  .

I giovani italiani, cittadini di domani, non dovranno conoscerla né studiarla quindi . Globalizzazione, flussi migratori , finanziarizzazione dell’economia, guerre e geopolitica, crisi energetica , climatica ed ambientale ..…nulla di tutto questo. E’ meglio non sapere.

Ai giovani del secondo Paese esportatore manifatturiero d’Europa e della quinta potenza turistica del Pianeta è precluso lo studio dei suddetti  fenomeni.

La tanto decantata ma fasulla consultazione chiamata “Buona Scuola” , nonostante le numerose  proposte nel merito pervenute , ha decretato ciò : totale assenza della Geografia tra i saperi di base  e nessun potenziamento della materia nonostante sia già ridotta ai minimi termini.

Cari giovani,  consolatevi con la (pur bella) geografia spettacolo delle trasmissioni televisive e con il Tom Tom : qualche statista “sogna”  che bastino questi per fare di voi  dei cittadini consapevoli e globali . 

Di questo passo confermeremo quello che la Ricerca Ipsos nello scorso agosto ha rilevato : siamo il primo Paese , tra quelli sviluppati,  per la scarsa accuratezza con cui interpretiamo  il mondo : ad esempio, crediamo che gli immigrati siano il 30% della popolazione (in realtà sono il 7 % ) ,  che i musulmani  siano il 20 % (mentre sono  il 4 %) e che i disoccupati siano il 49% (quando invece sono il 13 %) .

Tanti auguri Italia !

Il Ministero continua a penalizzare gli insegnanti di Geografia . Lettera di SOS Geografia al Governo e al Parlamento

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dell’Istruzione

Ai Componenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato

Alle Organizzazioni sindacali 

 

Gentili Presidente, Ministro e onorevoli  Parlamentari, 

il Coordinamento Nazionale SOS Geografia rileva diverse e profonde criticità relative agli insegnamenti di “Geografia” – Indirizzi Amministrazione, Finanza, Marketing (AFM) e Turismo degli Istituti Tecnici – nell’ attuale formulazione della nota 6753 del 27 febbraio 2015.

Come è noto, gli insegnamenti di “Geografia” presso gli attuali bienni degli istituti tecnici (AFM e Turismo) derivano per confluenza, ai sensi del DPR 88/2010, dai precedenti insegnamenti di Geografia economica e Geografia turistica (triennio degli istituti tecnici ante riordino), e concorrono alla definizione del profilo educativo specifico dello studente previsto dallo stesso decreto. Gli insegnamenti originari – Geografia economica e Geografia turistica – sono sempre stati affidati esclusivamente alla classe di concorso 39/A (DM 39/98 e SIM).

Con l’ entrata in vigore del riordino stabilito dal DPR 88/2010, tali insegnamenti sono confluiti nei bienni degli indirizzi AFM e Turismo degli istituti tecnici. In nessun caso era previsto l’ affidamento degli insegnamenti del previgente ordinamento attualmente confluiti nell’ insegnamento di “Geografia” del biennio degli istituti tecnici a classi di concorso diverse dalla 39/A, stante la profonda diversità dei titoli di accesso e dei requisiti curricolari previsti per tale classe di concorso (limitata esclusivamente a laureati in Geografia, Lettere, Economia che avessero sostenuto ben quattro esami annuali di Geografia, due dei quali appartenenti al settore della Geografia economica).

Ma nella difficile fase di transizione al nuovo ordinamento, e nelle more dell’ emanazione del regolamento di assegnazione degli insegnamenti alle classi di concorso, entrambi gli insegnamenti di “Geografia” – sia presso l’ indirizzo AFM che presso l’ indirizzo Turismo - sono stati dichiarati “atipici”. La condizione di atipicità ne consente l’ affidamento a più classi di concorso, in particolare 39/A e 60/A, con le sole finalità della salvaguardia della titolarità del personale docente in servizio presso una determinata sede e di scongiurare esuberi di personale a livello provinciale. Naturalmente questa norma, finalizzata esclusivamente ad evitare situazioni di esubero, prescinde completamente dal profilo culturale sia degli insegnamenti che delle classi di concorso a cui questi sono affidati, e soprattutto prescinde dalla definizione delle competenze dello studente contenute nel profilo educativo. 

A tale situazione è andata soggetta anche l’ ora di potenziamento di Geografia generale ed economica prevista dal  D.L. 104/2013 successivamente convertito con modificazioni nella L. 128/2013. In questo caso, la norma ha previsto l’ assegnazione  dell’ insegnamento a ben tre classi di concorso (39/A, 50/A, 60/A) con la finalità della salvaguardia della sola titolarità di sede del personale (non ne è previsto l’ utilizzo per evitare esuberi a livello provinciale). 

Queste disposizioni, finalizzate al riordino dei conti pubblici, hanno però prodotto:

a) lo scollamento fra l’ attribuzione degli insegnamenti e i profili dei docenti a cui questi sono stati affidati (ricordiamo che assai diversi sono i profili curricolari delle classi di concorso citate); 

b) lo scollamento fra i profili degli insegnamenti e le competenze, definite nel profilo dello studente, a cui questi concorrono;

c) uno stravolgimento delle piante organiche provinciali, che, con un meccanismo di causazione circolare cumulativa, ha attribuito più posti in organico alle classi di concorso più numerose e quindi anche più soggette ad esubero. 

Va sottolineato che tale meccanismo non ha permesso una più razionale distribuzione del personale docente (si vedano a tal proposito i dati raccolti dall’ AIIG, che stimavano per l’anno 2013 un esubero di docenti della classe 39/A intorno al 10% a livello nazionale), e che, per contro, ha compromesso il riequilibrio delle piante organiche rispetto all’ originario disegno delle confluenze, e quindi alla specificità degli insegnamenti impartiti. Infatti, l’ attribuzione degli insegnamenti atipici coinvolge in primo luogo l’ organico di diritto (OD), che è quello su cui avvengono i trasferimenti e le immissioni in ruolo del personale docente. Ne consegue che ore degli insegnamenti atipici affidate per salvaguardia della titolarità, permangono nell’ affidamento anche quando sia venuta meno la necessità della salvaguardia della titolarità stessa (se ad esempio, il docente salvaguardato con le ore di Geografia ha richiesto trasferimento, le ore di Geografia rimangono in organico affidate alla sua classe di concorso, con la conseguenza che possono essere utilizzate per un ulteriore trasferimento – magari anch’esso da una cattedra composta da ore “atipiche” - o addirittura per un’ immissione in ruolo o per l’ affidamento in supplenza annuale). Si determina pertanto un perverso meccanismo che si autoalimenta e che impedisce nel tempo la convergenza delle piante organiche verso la reale necessità di personale per ciascuna classe di concorso. Si sottolinea infine come tale meccanismo alimenti la sproporzione fra piante organiche delle classi di concorso (chi è più numeroso “prende tutto”, salvo poi dare vita a ulteriori situazioni di esubero, che richiedono salvaguardia, e così via), alimenti il caos nella formulazione degli organici, e costituisca una evidente violazione del diritto alla mobilità dei titolari e del diritto all’ immissione in ruolo del personale avente titolo nelle classi di concorso meno numerose.

Nei passati anni scolastici, lo stesso MIUR ha avuto contezza degli squilibri conseguenti alla situazione descritta. Pur non modificando il meccanismo dell’ atipicità, il MIUR è intervenuto specificamente sull’ attribuzione dell’ insegnamento di Geografia con la nota n. 679 del  5 maggio 2012. 

In essa “si precisa che le ore di geografia in questione devono essere assegnate prioritariamente ai titolari della 39/A e, solo in fase residuale, al fine di evitare la creazione di situazioni di esubero, ai titolari della 60/A. Ne consegue altresì che, in presenza di soprannumero , non deve procedersi alla redazione di una unica graduatoria tra i titolari delle due classi di concorso”, facendo esplicito riferimento al disegno delle confluenze  menzionato sopra. Il MIUR stesso è quindi intervenuto ritenendo prioritaria la salvaguardia della specificità dell’ insegnamento rispetto alla salvaguardia della titolarità, e limitando i casi di applicazione esclusivamente agli esuberi a livello provinciale (cioè al personale docente di ruolo che non può trovare alcuna altra collocazione in altra sede della provincia) e “in via residuale”.

Stupisce quindi molto osservare come le disposizioni emanate dallo stesso MIUR negli anni passati non abbiano lasciato alcuna traccia nella nota 6753 del 27 febbraio 2015. In essa non vi è alcun riferimento alla specificità dell’ insegnamento di Geografia, ma solamente un riferimento generale: “Ovviamente nella scelta della classe di concorso dovrà farsi riferimento all'indirizzo, all'articolazione, all'opzione, nonché al curricolo presente nella scuola.” Per di più, viene affidata ai Dirigenti Scolastici e ai Collegi dei Docenti la responsabilità della scelta della classe di concorso a cui attribuire un insegnamento in assenza di situazioni da salvaguardare, attribuendo a questi Organismi un onere che non hanno né possono assumersi nel vigente ordinamento, in cui la specificità degli insegnamenti e la loro attribuzione non è di pertinenza delle autonomie scolastiche ma esclusivamente del Ministero, che ne dispone per decreto a livello nazionale. Vogliamo rappresentare come, negli anni passati, una situazione più e meglio regolamentata di quella che si profila attualmente abbia nondimeno prodotto grande incertezza nella formulazione e determinazione degli organici, quando non veri e propri abusi.

Onde evitare il caos e l’ incertezza, quando non l’ arbitrio vero a proprio, sperimentato nei pregressi anni durante la fase di formulazione degli organici, il Coordinamento Nazionale SOS Geografia chiede alle Autorità in indirizzo che vengano impartite dal Ministero e a livello nazionale, in forma univoca, specifiche norme e interpretazioni, a tutela della salvaguardia degli insegnamenti di “Geografia”, che salvaguardino la qualità dell’ insegnamento e il diritto ad un apprendimento degli studenti coerente con il profilo in uscita dell’ indirizzo da questi scelto. 

Riportiamo a tal proposito quanto già precedentemente disposto in merito dallo stesso Ministero (nota 679/2012), chiedendone almeno l’ estensione anche all’ ora di potenziamento di Geografia generale ed economica di cui al D.L. 104/2013 e provvedimenti successivi, ed anche all’ anno scolastico 2015/16 :

“Pervengono richieste di chiarimento in merito alla “atipicità” delle classi di concorso 39/A e 60/A per l’insegnamento di geografia previsto per il primo biennio dell’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing” e “Turismo”. Al riguardo, si fa presente che l’insegnamento di geografia nel pregresso ordinamento riferito agli indirizzi confluiti in quelli sopra riportati, era ricondotto esclusivamente alla classe di concorso 39/A. Solo, in fase di utilizzazione, i titolari della 60/A potevano accedere a tale insegnamento in assenza di ore riferite alla propria classe di concorso. 

Di conseguenza, ad integrazione e a chiarimento di quanto comunicato con la nota n. 2320 del 29 marzo 2012, che ha trasmesso l’elenco delle classi di concorso su cui confluiscono le discipline relative ai primi tre anni degli istituti di secondo grado, si precisa che le ore di geografia in questione devono essere assegnate prioritariamente ai titolari della 39/A e, solo in fase residuale, al fine di evitare la creazione di situazioni di esubero, ai titolari della 60/A. Ne consegue altresì che, in presenza di soprannumero, non deve procedersi alla redazione di una unica graduatoria tra i titolari delle due classi di concorso.”

Nello spirito della Carta costituzionale (art. 33) , chiediamo,  ancora una volta , che venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia (non esistono classi di concorso Cenerentola) e quindi non venga penalizzato ulteriormente (vedasi la inspiegabile e totale assenza dalla Buona Scuola) l’insegnamento della Geografia con l’affidamento a classi di concorso non specialistiche determinando  la perdita della sua specificità.

Cordiali saluti.

Prof. Riccardo Canesi  (Coordinamento Nazionale SOS Geografia)

 

www.sosgeografia.it 

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Carrara, 15 marzo 2015 

La Buona Scuola” ignora che un Paese senza cultura geografica non ha futuro!

Il mondo è attualmente in rapida evoluzione: cambiano, con enorme rapidità, gli equilibri politici sulle sponde del Mediterraneo; cambiano gli equilibri economici e politici nell’ est Europa, al confine con l’ Asia; cambiano gli equilibri dei flussi commerciali e finanziari internazionali, rendendo peraltro incerto prevederne l’ evoluzione; cambiano gli equilibri economici e politici anche all’ interno dell’ UE – il caso della Grecia è il più evidente, ma è un caso isolato o la punta di un iceberg? E che dire, d’ altro canto, del caso – solo apparentemente slegato – della decisione della Banca Centrale svizzera?

Cambia – spesso, purtroppo, in peggio – l’ aspetto e l’assetto del nostro territorio, vittima forse della maggiore incidenza di eventi violenti, senz’altro dell’incuria e di un uso insostenibile e irrispettoso che ne è stato fatto e si continua a fare.

Ci troviamo probabilmente di fronte a una radicale trasformazione della fisionomia del mondo e delle sue relazioni, destinata a mutare profondamente i nostri modi di vivere e le relazioni internazionali ed economiche dell’ Italia;  si può facilmente prevedere che essa avrà un impatto diretto non soltanto sulle attuali, ma soprattutto sulle future condizioni di vita.

Cosa sanno e comprendono i nostri studenti – ovvero, i futuri cittadini - di quanto sta accadendo (e condizionerà la loro vita presente e futura)?

Come Coordinamento Nazionale SOS Geografia (www.sosgeografia.it), temiamo molto poco.

Suscita la preoccupazione di ogni operatore della scuola – un po’ meno dei decisori politici, almeno stando a quanto riportato da dossier e  dalle dichiarazioni sulla scuola - l’ ignoranza delle conoscenze geografiche manifestata dagli studenti italiani.

Non si comprende infatti l’ assenza della parola “Geografia” (nell’ accezione di “saperi geografici”) nel dossier di riforma della scuola allo studio (La Buona Scuola).

Come è possibile trascurare la centralità di un sapere – quello geografico – tanto antico quanto indispensabile attualmente, in un mondo globalizzato, capace di attrarre e interessare gli studenti e necessario per l’ acquisizione di numerose ulteriori competenze?

Analogamente, non si comprende come possa realizzarsi una efficace “educazione finanziaria” prescindendo anche dalla semplice conoscenza dei luoghi di provenienza e di destinazione di uomini, beni, servizi, flussi finanziari; non si comprende come possa realizzarsi una efficace educazione ambientale e alla sostenibilità prescindendo dalla conoscenza dell’ assetto territoriale, delle dinamiche demografiche, delle specificità economiche di ciascuna regione del mondo.

Come Coordinamento Nazionale SOS Geografia non ci limitiamo a una denuncia di questo stato di cose, che è possibile costatare quotidianamente nelle scuole italiane; abbiamo anche elaborato numerose proposte di  curricula geografici nelle scuole italiane e abbiamo sempre offerto la nostra (gratuita) collaborazione ai decisori che intendessero giovarsene.

Fra queste proposte, che nuovamente sottoponiamo all’ attenzione del Legislatore:

a) l’ introduzione della disciplina “Geografia economica e politica”, per complessive 2 ore settimanali per classe, in tutti i bienni della secondaria di secondo grado;

b) l’ introduzione della disciplina “Geografia economica” in tutti i trienni liceali, in cui si forma la futura classe dirigente, per non meno di 2 ore settimanali per classe;

c) la reintroduzione dell’ insegnamento di “Geografia economica” nei trienni degli Istituti Tecnici – Amministrazione Finanza e Marketing, al posto dell’ attuale insegnamento di “Geografia” che, destinato ai bienni, non esplica al meglio tutte le potenzialità formative perché destinato ad alunni non in possesso dei prerequisiti necessari .

d) la reintroduzione dell’ insegnamento di “Geografia turistica” nel triennio degli istituti Professionali ad indirizzo alberghiero– articolazione Accoglienza turistica, per 2 ore settimanali per classe.

Vi è inoltre la necessità di una base geografica per una completa formazione economica e finanziaria: non è possibile realizzare una educazione finanziaria che prescinda dalla Geografia economica.

Proponiamo pertanto l’ introduzione di un congruo numero di ore (non inferiore a 2 ore settimanali per classe) dell’ insegnamento di “Geografia economica” nell’ ambito dei curricula di educazione economica e finanziaria.

Va rilevato quindi come troppo spesso la Geografia sia stata in questi anni vittima dello status di “insegnamento atipico”: questo ha comportato l’ attribuzione dell’ insegnamento a personale privo di adeguata formazione, nonché di adeguato aggiornamento per il suo insegnamento. 

Si rileva l’ aspetto paradossale di questa scelta a proposito di un sapere che riguarda l’ attualità e la contemporaneità, e che richiede pertanto all’esperto un aggiornamento pressoché ininterrotto.

Per garantire la piena fruizione di una formazione di qualità agli studenti, come anche per superare il paradosso ricordato sopra, il Coordinamento Nazionale SOS Geografia ha proposto e continua a proporre l’ affidamento esclusivo di tutti gli insegnamenti geografici alla classe di concorso 39/A, composta da professionisti dotati di un’ adeguata formazione specialistica.

Ancora una volta sottoponiamo all’ attenzione di tutti l’ importanza centrale dei saperi  geografici per la formazione dei futuri cittadini e lavoratori, augurandoci una netta inversione di tendenza rispetto all’ assenza di dibattito presente e passato.

Un Paese senza cultura geografica non ha futuro!

X il Coordinamento Nazionale SOS Geografia

 

Prof. Riccardo Canesi  (I.I.S. “Domenico Zaccagna” Carrara) 

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