La legge sulla “Buona Scuola” e la Geografia che non c’è

Il 9 luglio 2015 il Parlamento ha approvato “la Buona Scuola” (legge 13 luglio 2015 n° 107) .

L’Aula della Camera ha approvato la cd riforma con 277 voti favorevoli e 173 contrari. Questa legge e il suo iter presentano gravi criticità sia sul piano del metodo che del merito.

Riguardo al primo,  non c’è stata da parte del Governo né del Partito Democratico , principale promotore del provvedimento, una effettiva volontà di confrontarsi con i docenti e gli studenti .

Prova ne è il fatto che ovunque vadano Ministri, Sottosegretari  o responsabili Istruzione del P.D. vengono subissati da contestazioni, cosa mai avvenuta con questa frequenza  in tutto il passato repubblicano.

Come un mantra , costoro ed anche il Presidente Renzi, ripetono che la consultazione c’è stata per via informatica nell’autunno scorso ed ha avuto un grande successo (“La Buona Scuola”).

Se andiamo a ben vedere i dati di questa operazione molto propagandata dal Governo,   hanno sentito il bisogno di partecipare al questionario sulla Buona Scuola solo 65mila persone , come si desume dal numero dei questionari compilati .

Se pensiamo che gli insegnanti in organico sono 728mila , più 100mila di sostegno, se pensiamo agli oltre due milioni e mezzo di studenti  della scuola secondaria di secondo grado, se pensiamo a un totale di circa otto milioni di scolari cui corrisponde un numero più o meno doppio dei rispettivi genitori , si comprende come questa iniziativa si sia rivelata un gigantesco  flop .

Non solo, a detta anche di molti opinionisti,   l’iniziativa di Palazzo Chigi, più che un momento di ascolto,  è stata solo una vasta operazione di marketing , branca in cui il nostro Presidente del Consiglio è indubbiamente un maestro .

Prova ne è la tendenziosità di molte domande nel questionario che non prevedevano la risposta negativa, tantomeno l’espressione di un’opinione diversa da quelle prestabilite.

Il Governo non ha poi preso nemmeno in considerazione le migliaia di delibere e ordini del giorno provenienti dai collegi docenti di tutta Italia ,  critici nei confronti della riforma.

Una riprova di ciò l’abbiamo dal fatto che, nonostante l’invio di centinaia , se non migliaia , di proposte sulla Geografia organizzato dall’A.I.I.G e da Sos Geografia , neanche una è stata presa in considerazione.

In  merito agli assetti curriculari , nella riforma ,  nulla di nuovo sulla Geografia che  rimane sempre relegata al ruolo di Cenerentola nonostante  l’espansione dell’economia prevista  nei curricula della scuola secondaria . Prevediamo inoltre difficoltà nell’ avviare iniziative concrete aventi ad oggetto la formazione geografica all’ interno del regime di potenziamento previsto dalla L. 107 a causa dell’ affidamento di questi insegnamenti “per area” piuttosto che per specifica classe di concorso (con la conseguenza che una scuola che ipoteticamente deliberasse di includere la Geografia ad es. all’ interno del potenziamento delle discipline scientifiche, non avrebbe alcuna certezza circa l’ assegnazione di un docente di Geografia piuttosto che di un docente di matematica, fisica, biologia, anatomia, etc.).

Ovviamente ci sarebbero da sottolineare molte critiche e riserve sull’organizzazione complessiva di questa nuova legge ( ad esempio sulle prerogative dei dirigenti, sui comitati di valutazione dei docenti, sul  mancato rinnovo del contratto, sull’ eccessivo numero di deleghe al Governo, sulla  gestione aziendalistica delle scuole, sulle  limitazioni dell’autonomia scolastica , etc.)  ma focalizzando l’attenzione sulla nostra materia  non possiamo fare a meno di constatare come,  la mancanza di assunzione in ruolo dei docenti della seconda fascia , abbia discriminato  ulteriormente i docenti recentemente abilitati in Geografia che , nonostante una dura selezione , un impegnativo (e costoso) tirocinio e spesso molti anni di docenza alle spalle, saranno costretti a fare  un concorso per entrare in ruolo , contrariamente ai docenti GAE.

A tal proposito e al più presto,  sul sito www.sosgeografia.it daremo notizia dettagliata delle immissioni in ruolo – che abbiamo motivo di ritenere inferiori al fabbisogno - di docenti su cattedre di Geografia A039 avvenute nelle fasi nazionali del piano di assunzione.

Unica nota positiva, per il momento, è l’ avvio del regolamento di revisione delle classi di concorso (da A039 a A-21), previsto originariamente dalla L. 133/2008, ancora atteso e nella  fase iniziale del suo percorso istituzionale, che dovrebbe eliminare lo scandalo delle cattedre atipiche che in questi anni ha fortemente penalizzato , oltre agli studenti, i docenti abilitati in Geografia (A039) a favore quasi sempre della classe A060 . 

2 settembre 2015 

Renzi , il Pil e il campionato di calcio

«È inaccettabile - ha sostenuto il 14 luglio  in Etiopia  il premier Renzi - che l’Italia sia nel G7 il paese con l’ultimo Pil. È inaccettabile che l’Italia abbia perso tutte le posizioni nel G7. La strategia ora è quella di arrivare per il 2017, quando saremo noi ad avere la presidenza del G7, ad avere raggiunto il quarto-quinto posto» .

Premesso che l’Italia , per Pil totale, nel G7 è sesta (davanti al Canada)  e non settima , la graduatoria del Pil mondiale non è  la classifica di serie A dove una squadra , in poco tempo, grazie all’innesto di un grande campione (magari lui) ,  può cambiare posizione . Dispiace rilevarlo ma il nostro presidente del Consiglio dimostra di avere  conoscenze alquanto abborracciate in  Geografia Economica ….. del resto il suo Governo, nonostante le numerose sollecitazioni e l’estrema attualità della materia,  si è guardato bene dal  reintrodurla e dal potenziarla (vedi totale assenza nella Buona Scuola) .

Forse Renzi non sa neanche che l’Italia , secondo il Fondo Monetario Internazionale (dati 2013) per Pil a parità di potere d’acquisto a livello mondiale, non è neanche sesta o settima  bensì decima essendo stata superata da India, Russia e  Brasile e tra pochi anni sarà superata anche da Messico e Indonesia. Non è un dramma considerato l’elevato potenziale di risorse umane ed economiche ancora inespresso di questi grandi Paesi . In una logica puramente di ricchezza economica,  il premier dovrebbe forse  focalizzare di più la sua attenzione sul Pil/pro capite , quello che interessa davvero la nostra vita quotidiana , ed allora la situazione sarebbe ancora più sconfortante essendo l’Italia collocata al 30° posto secondo il Fondo Monetario Internazionale (dati 2013). 

Renzi, il 6 politico e le cattedre atipiche

“E finita la stagione del 6 politico, ora è il tempo del merito “ .  Queste affermazioni   del  Presidente  Renzi espresse su Rai 1 domenica scorsa sono condivisibilissime .

Chiedo allora al Presidente Renzi : quando , in assoluta coerenza con quanto da lui dichiarato,  il Governo eliminerà la vergogna , che si trascina da anni, delle cattedre  atipiche che consentono di insegnare discipline anche a chi  è privo di abilitazione ed è  laureato in indirizzi completamente diversi?

Tanto per rimanere sul concreto : perché i docenti di Biologia o di Materie Letterarie alle Superiori possono insegnare Geografia Economica e Politica ?  In questo modo non si penalizzano ingiustamente solo i docenti abilitati e specialisti in Geografia che restano disoccupati ma anche e soprattutto gli studenti che ,nella maggior parte,  dei casi si troveranno ad avere un offerta formativa non certo di alto livello, alla faccia della “Buona Scuola” tanto decantata dal Presidente.

Il merito in questo caso non vale ? Non è equiparabile al “6 politico” permettere a chi perde ore nel proprio Istituto (solo per evitargli un parziale  trasferimento in altre scuole) di insegnare  materie di cui non conosce nulla  ? 

Maturità 2015 , anche quest’anno bei temi di carattere geografico ma poco svolti

Bei temi alla Maturità di quest’anno ,  potremmo definirli “affascinanti” condividendo una definizione del Ministro Giannini ,  ad esempio quello su “Il Mediterraneo : atlante geopolitico d’Europa e specchio di civiltà “ .

Tema di strettissima e tragica attualità che,  in effetti,  i giovani maturandi   del Paese più centrale (geograficamente e storicamente) del  mare nostrum  dovrebbero necessariamente saper sviluppare .

Purtroppo  sembrerebbe che questo tema sia stato scelto appena dal 6 % di studenti e forse intuiamo anche il perché .

E’ al corrente il Ministro Giannini che la  Geografia Economica e Politica nelle scuole superiori italiane non viene insegnata se  non nel solo biennio (!?) del tecnico commerciale  ?

Premesso che il Governo  ritenga  fondamentale (ce lo auguriamo)  che i giovani italiani conoscano  la situazione geopolitica ed economica mondiale non sarebbe il caso di ripristinare quanto meno la situazione precedente al “riordino Gelmini”  reinserendo la Geografia nei trienni dei commerciali e magari anche nei Licei ?

In caso contrario,  il Ministro dimostrerebbe maggiore serietà e competenza , pur rimanendo affascinata, evitando di scegliere  temi che poi non verranno svolti .

Renzi , la Costituzione (ad assetto variabile) e lo scandalo delle cattedre atipiche

Si apprende dai giornali che , nell’ improvvisato e concitato  incontro  con gli insegnanti bolognesi della scorsa domenica 3 maggio,  il Presidente del Consiglio in merito all’assunzione dei docenti avrebbe affermato che assumerà per concorso come  prevede la Costituzione.

Poiché la Carta Costituzionale non è un chewing gum che si può tirare da una parte all’altra  a seconda delle convenienze politiche e dei contesti in cui si discute, vorremmo sapere dal premier Renzi come mai la Costituzione non viene considerata quando , attraverso il perverso e vergognoso meccanismo delle cattedre atipiche,  si permette – ormai da anni - ai docenti non abilitati di insegnare materie non loro e soprattutto in cui non sono preparati.

Tanto per fare un esempio,  i docenti di Scienze Naturali  (classe A060) e quelli di Materie Letterarie (classe A050)   che nelle superiori insegnano Geografia e Geografia Economica e Politica al posto dei docenti abilitati in  Geografia  (classe A039) pregiudicando per giunta un’adeguata preparazione degli studenti .

Non ci pare che sia molto “Buona una Scuola” del genere !

L’Italia non cambierà  certo in  meglio (come lui vorrebbe) se si continua a  peggiorare l’offerta formativa . 

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